Passeggiando per le vie del mio quartiere, per la solita passeggiata tonificante della giornata, ho incontrato la mia vicina di casa. Una signora distinta, un po’ avanti con l’età ma molto giovanile. E gioviale.
Quando mi ha riconosciuto, ha sfoderato un bel sorriso e mi ha chiesto che fine avessi fatto.
“A casa non ci stai mai!”
“E’ che mi hanno operato. Dissecazione aortica”
Ho imparato in queste poche settimane fuori dall’ospedale che posso tranquillamente usare i termini medici più tecnici, tanto tutti sanno tutto o fanno finta di sapere. Così io non devo spiegare nulla.
“Mi hanno operato d’urgenza che quasi stavo per morire.”
“Anch’io non mi sento tanto bene” ha prontamente risposto la signora. “So’ andata dal dottore e j’ho detto A dottò, me sento debbole, che c’avrò?“
E’ proprio vero: se pensi che tu stai per morire, la persona a cui lo dici, anche lei, stai sicuro che non gode di buona salute.
Sarà una sorta di effetto specchio? Cioè, quando ti trovi davanti un essere umano, sei naturalmente portato a non vedere chi hai di fronte, ma a vedere cosa hai dentro. Chiamarlo egoismo o viaggio interiore non fa poi molta differenza.
Come quelli che, appunto, incontri e gli dici sai che sono andato etc. etc…e loro, neanche ti dicono “ah, sì, che bello!”. Invece, ti rispondo subito “no…io…”.
“No?” “io”??? Ma come, ma se sto parlando io…intanto non ti sto facendo nessuna domanda, quindi non capisco iniziare una frase con un “no…io”. E poi, a me di te me ne può fregare fino ad un certo punto. E comunque è di me che si sta parlando in questo momento. Sei o non sei stata tu a chiedermi come stavo?