A volte ripenso a quando ero in quel letto d’ospedale, nel periodo del lento risveglio. Ero talmente carico di medicinali via endovena, tra calmanti e antibiotici, che mi addormentavo di continuo e mi svegliavo nelle ore più improbabili della giornata.
Spesso mi svegliavo di notte e quando aprivo gli occhi, cercando di capire dove fossi, vedevo ogni volta forme e ambienti diversi. Ricchi di particolari che poi svanivano la volta successiva. Solo dopo ho capito che erano allucinazioni dovute ai forti medicinali che mi tenevano sedato, che tenevano a livelli ottimali i valori della pressione arteriosa.
Solo nel tempo delle settimane successive ho visto scomparire alcuni elementi e alcune persone che facevano parte del mio quotidiano.
Ma in quei giorni, ogni volta, mi sembrava di essere in un luogo diverso per quanto fossero presenti quasi sempre le stesse persone. E poi accadevano dei fatti veramente strani di cui ero convinto di non essere l’unico spettatore. Non sapevo che invece mi sbagliavo.
A ripensarci, doveva essere sconcertante, per i miei visitatori, passare del tempo con me mentre cercavo di raccontare o di spiegare le mie sensazioni. Tenendo conto che per tutto il periodo del coma, sono stato praticamente drogato dalla mattina alla sera via endovena con dei medicinali sedativi così potenti che erano praticamente allucinogeni.
Per questo, nel periodo successivo, quello che io chiamo del lento risveglio, non solo la mia mente e il mio corpo cercavano di smaltire gli effetti di quelle sostanze, ma dovevo anche combattere quotidianamente per farmi capire. Infatti avevo anche una cannula infilata in gola che mi impediva di parlare correttamente.
Pure se diventava impossibile potersi esprimere come desideravo, perchè le parole non uscivano, le cose che mi capitava di vedere e le sensazioni che vivevo erano così forti che, ogni volta che potevo, dovevo raccontarle a chi c’era in quel momento. Ricordo bene le facce stupite e sconsolate di chi cercava di capire cosa dicessi. A dire il vero, non potendo passare l’aria in gola, le corde vocali non vibravano e in realtà non usciva nessun suono.
Non mi rendevo conto che erano costretti a leggere le parole sulle labbra.
E di cose buffe, paurose, strane ne ho viste.
E allora, non tenerci sulle spine! Rompi questo vaso di pandora e rendici partecipi